Bologna 1 – Udinese 1: questione di filosofia

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Per capire questa Udinese non basta ragionare, serve andare oltre, quindi fare una vera indagine di pensiero.

Il primo passo è ricercare l’archè, il principio originario a cui tutto consegue. La Salvezza. Per la società bipolare (emisfero cerebrale destro in Italia e sinistro Brexit) questa è la forza primigenia che crea e dona senso, che fa muovere e vivifica, tutta la stagione. Alla fine tutto tornerà ciò che era, all’alba dei tempi, a settembre: tutto ritornerà salvezza.

Ma il pensiero per essere libero deve essere orizzontale (cioè non esistono verità assolute calate dall’alto, divine) e circolare (cioè essere oggetto di critica, entrare in un circolo di pensieri ed essere oggetto di indagine, modificabile). Così mi permetto di esporre il mio concetto di archè, anche perchè di commentare pareggini ne ho piene le scatole.

La Salvezza è un concetto non reale, non può essere il principio. Non è reale perchè non dipende da se stesso ma è creato dal rendimento di altre forze del campionato.

Viene “quantificato” e ha un valore approssimativo (40 punti) e quindi non può essere materia indefinita ed imperitura. Non può essere il principio ma la fine.

E allora quale mai sarà l’archè? Provate a pensare a quella materia indefinibile ed eterna, imperitura e immutabile. Pensate al più grande filosofo della storia del calcio e alle sue parole.

Boskov infatti diceva: Mia preoccupazione è prendere un gol meno di altri.

È quindi questo l’archè? Fare un goal in più? Prenderne uno in meno infatti presuppone la capacità di farne. Di farne sempre uno in più. Ecco, questo è il principio infinito e non quantificabile. Questo deve essere il moto primordiale che tutto muove e governa.

Torniamo al qui ed ora e ricerchiamo attraverso l’esperienza di Bologna la conferma di questa teoria.

Il Bologna ha così pena di noi che per farci vincere schiera nove (9) giocatori che fino a ieri avevano bisogno di farsi accompagnare dalla Mamma per entrare allo stadio.

I nostri hanno bisogno di vincere dopo tante prestazioni convincenti e tanti punti non raccolti.

Sembrano esserci tutte le carte in regola per farcela. Sembra, perchè la Salvezza non è il principio. Infatti Sema si fa male nel primo tempo e al suo posto entra l’unico rinforzo del mercato invernale ed infatti i brividi ci sono tutti.

De Paul e Okaka ci credono: il primo forte della sua classe, il secondo perchè ci è caduto dentro da piccolo.

Gli altri oggi sono l’inconsistenza immobile della causa e dell’effetto. Non è difficile per Palacio (che da solo ha metà del monte età dei suoi) far svanire alla fine ciò che la dirigenza reputa inizio.

Attenti, siamo a metà e tutto tornerà alla fine per ciò che era in principio.

Cosa abbiamo imparato? Che se la filosofia è sbagliata si cade in inganno. E non toccatevi i maroni!!!

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