“Memorie dal Muro a 30 anni dalla caduta 1989-2019”, appunti per una riflessione

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E’ stata inaugurata ieri a Pordenone la mostra “Memorie dal Muro a 30 anni dalla caduta 1989-2019”, è un’esposizione di circa una sessantina di fotografie allestita nella Sala Esposizioni della Biblioteca Civica che iniziano illustrando la Berlino anni Settanta, la Berlino della divisione per finire poi la Berlino dell’ 8 novembre 1989, giorno della caduta del muro. E’ una mostra che più che per essere guardata è fatta per far pensare e per far riflettere.

Ed ecco allora che ricompaiono nella mente quelle immagini di 30 anni fa, immagini così vivide in noi che le abbiamo viste in Tv e nel contempo così “storiche” per i nati dopo gli anni ’90.

In quegli istanti davanti alla televisione ci rendevamo conto di stare vivendo un momento che sarebbe entrato nella storia, quella stessa storia che i nostri figli stanno oggi studiando nei libri. Eppure noi c’eravamo. Eravamo là a vedere quelle persone che si arrampicavano sulla cima del muro, a vedere quelle guardie attonite che non potevano e non volevano sparare, a vedere quella sbarra che si alzava e  quella fiumana di macchine e di persone che attraversava il confine tra est e ovest, tra comunismo e capitalismo. Eravamo là  a vedere quegli abbracci  tra fratelli per anni divisi, a vedere quei colpi di piccone e il muro che si sbriciolava davanti al corso degli eventi.

Cosa possono capire i ragazzi di oggi di quello che per noi significavano quelle immagini? Erano la testimonianza della fine di un tempo e dell’inizio di un qualche cosa di nuovo, di talmente nuovo che neppure noi sapevamo esattamente quello che sarebbe accaduto dopo, perchè noi, giovani di allora, eravamo i figli della guerra fredda, e di quell’aria ci eravamo sempre  nutriti e quella era la nostra quotidiana realtà

Trent’anni fa  è caduto un muro, eppure quanti ne sono stati ancora costruiti dopo di quello: in Messico, a Gaza, in India, in Ucraina solo per citarne alcuni. Ma anche queste sono barriere che si possono abbattere, recinzioni che possono essere divelte, cancelli che si possono aprire; eppure oggi come ieri i muri più altri ed invalicabili che continuano ad esistere sono dentro di noi.

I muri di oggi sono frutto della diffidenza, della non conoscenza, dell’ignoranza, della paura di tutto ciò che è diverso Di muri così ne è piena la storia, traboccano dalle pagine dei libri come moniti ed insegnamenti per non ripetere gli stessi errori. Ma noi, che iniziamo a studiare la storia a partire dalle prime classi delle scuole elementari per continuare poi a ripeterla fino al raggiungimento del diploma ed oltre, noi, non siamo ancora in grado di imparare e continuiamo a ripetere gli stessi errori secolo dopo secolo.

Andiamo dunque a vedere questa mostra, dedichiamo un’ora del nostro preziosissimo tempo per ricordare e rivivere qui momenti e magari portiamo con noi i nostri figli, i nostri nipoti, o i bambini della porta accanto e spieghiamo loro quelle foto, spieghiamo loro cos’erano, cosa sono state e cosa sono oggi per aiutarli a capire che nulla deve essere dimenticato.

 

Daniela Manfè

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