Il romanzo di Elena Commessatti sulla vicenda del Mostro di Udine torna attuale grazie alla serie tv di SKy Crime+Investigation

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Il libro di Elena Commessatti tenta di far luce sul cosiddetto Mostro di Udine, con una scrittura contaminata con i meccanismi del giallo. Questo testo non poteva essere ignorato dagli autori della prima serie italiana di real investigation che prova a riaprire uno dei più feroci cold case del nostro paese. A maggio, su Sky Crime+Investigation, a partire da mercoledì 22 e nei successivi mercoledì dalle ore 22.00.
L’autrice, intervistata dall’autore della serie Matteo Lena, ha ricostruito lo scenario storico e sociale degli anni dei femminicidi e ha raccontato del suo rapporto con la figlia dell’ultima vittima, Marina Lepre. Il romanzo irrompe in una realtà di cui si era persa memoria: quella della barbara uccisione di 13 donne avvenuta negli anni Settanta e Ottanta a Udine e dintorni. Femminicidi drammatici che invece di interrogare in profondità le nostre comunità, si sono risolti, spesso, in morbosi, sprezzanti pettegolezzi e in diffusi stereotipi del tipo “se la sono cercata”.

“Si deve partire dal dato statistico che fra gli anni Cinquanta e il 1971 a Udine e provincia si era verificato un solo omicidio di prostitute” ha spiegato l’ex magistrato Gianpaolo Tosel “ben 13 nel ventennio fra il 1971 e il 1989, quindi altri tre omicidi dal 1991 al 2004, e nessuno dal 2004 ad oggi. Il periodo con più omicidi è stato fra il 1983 e l’inizio del 1986. Negli anni Ottanta in Friuli il fenomeno prostituzione era caratterizzato da fattori come un’alta concentrazione di caserme piene di militari e l’arrivo delle prostitute dall’Est. Fu solo il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, associazione no profit fondata a Pordenone nel 1982, che ruppe il clima di omertà che ostacolava le indagini”.
A guidare le operazioni di investigazione c’è, nel testo di Elena Commessatti, Agata Est, personaggio di fantasia che ci conduce, come fosse un moderno Virgilio, nei meandri di questo mistero irrisolto.

Donne con storie difficili ma tutte accomunate da una profonda solitudine, senso di incomprensione e abbandono.

Omicidi scomodi e per questo da dimenticare in grande fretta, se non fossero intervenute una scrittrice a raccontarli per la prima volta e, per una di queste donne – Marina Lepre, uccisa nel 1989 a Udine – la figlia che con caparbia e generosa volontà è alla ricerca della verità e del dovuto rispetto per la propria amata madre.

La prefazione è di Pino Roveredo, autore Bompiani e vincitore del Premio Campiello 2005.

Elena Commessatti (Udine, 1967), laureata in Antichità Greca a Venezia, si diploma in Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden di Torino nel 1996. A Milano, in Rcs, è anche assistente di Fernarda Pivano e curatrice di una collana di narrativa di genere per Sonzogno. Scrittrice e giornalista, dal 2013 è direttrice editoriale delle guide turistiche “incentro” (ed.Odòs). La sua scrittura è da anni il racconto dell’azienda di furniture design Moroso.

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