Udine vince anche la seconda: a Voghera per chiudere la serie

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Due a zero: la situazione migliore che ci si potesse attendere. Contro, peraltro, una signora squadra come Derthona che di certo non ha lasciato nulla di intentato.

Vince Udine. Perché?

Udine la vince per la profondità del suo roster: in una serata non positiva per Troy Caupain, coach Lino si affida a Vitto Nobile che mette due triple di importanza capitale quando Udine era sprofondata a -9, nel terzo e decisivo quarto.

Udine la vince quando la difesa alza muri contro le triple tortonesi, unica vera soluzione d’attacco di Lorenzo Pansa; il coach ritiene che due aspetti, rimbalzi offensivi concessi e un paio di conclusioni segnate da Udine e sbagliate dai suoi, siano la determinante per capire la sconfitta; chiama Nobile ‘coniglio tolto dal cilindro’, poi da persona sportiva si corregge e ammette la forza dell’avversaria. Di certo se compariamo la sua batteria di lunghi contro quella udinese, 44 a 27 (conto rimbalzi a favore della GSA) pare una proporzione corretta.

A Udine gli direbbero ‘mago’, a Pansa in questa occasione: ovvio che se gli altri segnano e la tua squadra no, la gara la perdi. La verità è che la Bertram rimane anche stasera corta di ossigeno poiché si deve affidare a sei, sette elementi dei quali quattro (Johnson, Sorokas, Alibegovic e soprattutto Garri) non escono praticamente mai. E il quinto, Gergati, fa a mezzi con Spanghero. Quaglia e Radonijc totalizzano una decina di minuti, gli altri sono distributori di falli tattici al momento opportuno.

E questo premia l’A.P.U., che segna con meno precisione di gara-1 ma nei momenti decisivi trova Dykes, Bush, il suddetto Nobile capaci di dare lo strappo decisivo. Che Derthona riesce a recuperare solo in parte.

Udine soprattutto la vince perché in panca si trova un allenatore in grado di leggere le gare. Anche stavolta c’è chi dice che Lardo ha fortuna; sarà che loro capiscono di basket ed io no, ma continuo a fidarmi di Lino che vede la pallacanestro come me. E gliel’ho detto di persona, in pubblico, non più tardi di stasera. Bravo coach.

Dopodiché si vince, si perde, l’importante è non perdere di vista la storia. Da dove veniamo, dove vogliamo andare. Tutto qui. Rovereto. Bergamo. Salvezza. Playoff. Okay?

Stasera Melvin Johnson, come in gara-1, parte in quarta (14 punti in 10’) ma poi ne mette 10’ negli altri tre quarti e per lunghi tratti si nasconde, lasciando a Mirza, Lollo e Marco Spanghero l’onere del tiro. Dall’altra parte chapeau per la difesa di Tommy Raspino proprio sull’americano (ma non solo), e (detto di Nobile) altrettanto per Bushati e Dykes.

Kyndall sbaglia molto nel terzo quarto, spadella dalla lunetta (50%) ma nei momenti topici c’è, eccome: 26 punti e tanta leadership. Grande KayDee.

L’albanese di Brescia si prende un tecnico assurdo dopo l’ennesima nefandezza di Foti e soci, tre signori che parevano in campo per caso; mi piacerebbe pensare che gare fra due squadre così forti meriterebbero altri fischietti. Mi sbaglierò: ma quando Alibegovic cerca di provocare Bushati andandogli addosso, Pansa (che l’aveva ben capita) si fionda verso l’arbitro abbracciandolo. Risultato? Nulla.

L’istituto del fallo tecnico è una cosa seria; arbitrare la pallacanestro, se non si prendono iniziative, invece è semplice: ma non è per tutti. Io rifuggo dalla malafede, ma servirebbe equanimità. Tutto qui.

Poco male quando si vince: e anche stasera Udine vince meritatamente. Tortona ha una bella squadra, ci ripetiamo ma non è all’altezza di Udine. E il capitano Luca Garri, un monumento per come e quanto gioca, si tiene sulle spalle quaranta minuti di gara a trentasei anni. Offrite un taglio a quell’uomo.

Due a zero, e onere della prova tutto sulle spalle dei piemontesi. Gara-3 sabato sera a Voghera, dove purtroppo Derthona è costretta a giocare dalla mancanza di un palazzetto a casa propria. Pressione che i tortonesi debbono saper sopportare, mentre stavolta toccherà proprio a Udine giocarsela con leggerezza e senza pensieri, mirando possibilmente a chiudere la serie prima possibile. E poi? Casale. Ma intanto c’è la pratica-Tortona da evadere.

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