Un film da non perdere, in attesa di “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”

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Circa un anno fa ho incontrato due persone che nel frattempo sono diventate anche amiche, gli amministratori di 3D Produzioni e Nexo Digital. Per chi già non lo sapesse, sono le due società che ci portano in Italia i bellissimi progetti raccolti sotto il titolo “La grande arte al cinema”, che ogni mese ci delizia con immagini meravigliose. So che molti tra voi non perdono questo appuntamento mensile al cinema. Didi Gnocchi e Franco di Sarro erano venuti da me nella primavera dello scorso anno per parlarmi di un loro progetto di film su Van Gogh, che volevano far nascere a partire dalla mostra che di lì a qualche mese avrei inaugurato a Vicenza, in Basilica Palladiana. Quel progetto ha poi preso il via con le prime riprese a luglio in Olanda e proprio nei giorni scorsi si è concluso il montaggio. Il film, che reca il titolo stesso della mostra, lo vedrete al cinema il 9, 10 e 11 aprile, esattamente nei giorni immediatamente successivi alla chiusura dell’esposizione Van Gogh. Tra il grano e il cielo, arrivata ora con grande successo al suo ultimo mese. Ma di questo film, al quale ho partecipato come narratore e al quale ho offerto la consulenza scientifica, vi parlerò nelle prossime settimane, anche perché ha dato il via a una collaborazione tra 3D Produzioni, Nexo Digital e me che produrrà altri film sull’arte nei prossimi anni.

Ma adesso sono qui per parlarvi della più stretta attualità e quindi del primo film interamente prodotto dalle due società, dal titolo Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte che per la serie “La grande arte al cinema” sarà nelle sale italiane (qui l’elenco completo) solo martedì 13 e mercoledì 14 marzo.

Sono trascorsi 80 anni da quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata”, organizzando, nel 1937 a Monaco, un’esposizione pubblica per condannarla e deriderla e, contemporaneamente, una mostra per esaltare la “pura arte ariana”, con La Grande Esposizione di Arte Germanica. Proprio in quegli stessi giorni cominciò la razzia, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti ed ebrei, di capolavori destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall, la residenza privata di Goering, l’altro grande protagonista del saccheggio dell’Europa.

Si calcola che le opere sequestrate nei Musei tedeschi siano state oltre 16.000 e oltre 5 milioni in tutta Europa. Tra gli artisti all’indice, Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky. Sui muri le frasi di commento: “Incompetenti e ciarlatani”, “Un insulto agli eroi tedeschi della Grande Guerra”, “Decadenza sfruttata per scopi letterari e commerciali”. La mostra sull’”arte degenerata” fu portata in tour come esempio in 12 città tra Austria e Germania e la visitarono circa 2 milioni di persone. Proprio per raccontare alcune delle infinite storie che presero il via in quei giorni, arriva oggi sul grande schermo un documentario-evento con la partecipazione straordinaria di Toni Servillo e la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino, proprio Anzovino sarà ospite domani sera al Visionario di Udine per la proiezione serale, in programma alle ore 20:00, per raccontare il suo straordinario lavoro al pubblico udinese.

Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, ci guida tra Parigi, New York, l’Olanda e la Germania, con testimonianze dirette sulle storie che prendono il via da quattro grandi esposizioni che in questi ultimi mesi hanno fatto il punto sull’arte trafugata, tra protagonisti di quegli anni, ultime restituzioni e preziosi materiali d’archivio. Ho visto in anteprima questo film nei giorni scorsi ed è uno splendido affresco storico che tiene avvinti alla poltrona per un’ora e mezza. Un modo per accrescere la conoscenza passando comunque attraverso la bellezza.

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