5 dicembre, nostalgia di un tempo che fu

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E’ il 5 dicembre, le giornate sono fredde, corte, il buio cade quasi all’improvviso, oggi come in un ieri un po’ lontano quando interrompeva i miei giochi di bambina, quando rientravo in casa dopo un pomeriggio passato a scivolare sul ghiaccio nei fossati lungo i campi. Con le guance rosse e le mani intirizzite mi sedevo accanto alla stufa calda e assaporavo quegli ultimi istanti di quel 5 dicembre. Era un giorno speciale, magico, bisognava andare a letto presto perché quella notte sarebbe passato San Nicolò per portare i regali a bambini. Ma prima di infilarsi sotto le coperte non mancavo mai di preparare su di un tavolino un po’ di fieno per l’asinello, una bottiglia di grappa (opportunamente segnata per vedere se il livello diminuiva) con un bicchierino e un paio di biscotti per il caro vecchietto. E poi subito a letto, perché se San Nicolò si accorgeva che ero ancora sveglia non si fermava in casa mia.

Quanta attesa nei giorni precedenti, quante speranze quanti desideri. Letterine non ne ho mai scritte, ma stranamente, qualche giorno prima dell’arrivo di San Nicolò il mio papà mi portava sempre con lui a “salutare un suo amico”… e questo amico lavorava nel più grande negozio di giocattoli del paese. Lui si fermava al banco a parlare e, nel frattempo,mi invitava a fare un giro per guardare per il negozio, per vedere se c’era qualcosa che mi piaceva. Qualcosa che mi piaceva! Quel negozio era un paradiso! Scaffali alti fino al soffitto pieni di tutto quello che una bambina poteva desiderare! Giochi che la mia immaginazione mi faceva già vedere nella mia cameretta… Ma poi uscivo confusa, indecisa, con gli occhi ancora pieni di quelle meraviglie.

Quando poi mi chiedevano cosa avrei voluto che San Nicolò mi portasse, rispondevo semplicemente “un gioco” senza specificare quale, senza dire cosa esattamente volevo; ed infatti San Nicolò era sempre una sorpresa per me: mi portava un gioco che pur non avendolo specificatamente richiesto era proprio qualcosa che a me piaceva tantissimo! Chissà come riusciva San Nicolò a indovinare sempre i miei gusti? Forse perché lui conosceva tutti i bambini e sapeva sempre cosa volevano…

Ricordo una volta in cui ero appena rientrata in casa al pomeriggio, ero dai nonni, fuori era buio, ad un certo punto fuori dalla finestra sentii la nonna che diceva ad alta voce “grazie , grazie mille, non si preoccupi, ci penso io, glielo porto io”. Un attimo dopo la nonna rientrò in casa con un pacchettino tra le mani: aveva incontrato San Nicolò in cortile che stava iniziando il suo giro per portare i regali e le aveva data quel pacchettino per me, chiedendole se poteva portarmelo lei perché lui aveva tanta fretta quel giorno, aveva tante case in cui passare. Neppure oggi riesco a capire se era più grande la mia felicità di avere un regalo inaspettato anzitempo o sapere che la nonna aveva incontrato di persona San Nicolò e ci aveva parlato!

  Innocenza di un tempo che fu, nostalgia per quei 5 dicembre magici; ed anche oggi, anche se ormai sono adulta, questo giorno conserva sempre la sua magia, e sicuramente questa sera non mancherò di lasciare sul tavolo la bottiglia della grappa e un po’ di fieno perché …. non si sa mai!

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