Cena di fine anno AUC: ripartiamo?

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Una serata riuscita: Daniele Muraro, Presidente AUC (assieme al suo direttivo) ha organizzato ieri lunedì 29 maggio un convivio che ormai sta diventando una tradizione importante per tutti: per i tifosi, che ai propri “beniamini” possono dare il classico scappellotto, per poi abbracciarli come si fa con un fratello scapestrato; per la dirigenza, che deve comprendere dove stia veramente la passione di cui parla il colletto delle magliette indossate in campo; per i giocatori, immersi nel calore e nella compostezza di una tifoseria unica al mondo.

Tralascerei le parole, di prammatica ma spero sentite, spese da chi si è alternato al microfono; un plauso particolare vada però a chi, come Manuelino Badu, in prossimità di un volo che lo riportasse a casa non ha voluto far mancare entusiasmo, partecipazione, sorriso. E a Stipe Perica, una volta ancora capopopolo davanti ad oltre 500 persone serene e felici.

E tanti gli abbracci, le foto, i sorrisi e le strette di mano riservate a chi, come Zé Paolo Miano e Gianfranco Cinello, il “rosso di Fagagna”, ha indossato la biancanera trent’anni fa: i ragazzi di oggi, i Balic o gli Ewandro, comprendano come chi ha la fortuna di militare nell’Udinese e per questa dà tutto, non corra il rischio dell’oblìo: mai.

Subissato di domande il mister Gigi l’Aquileiense: ha finalmente potuto firmare lo striscione ispirato alle sue parole iniziali, l’ormai celebre “andiamo a sgarfare” che Rizzardo e Andrea hanno portato in giro per i campi di tutta Italia, simpaticamente chiedendo una royalty sulla paternità della frase: lui è uno di noi, ci capisce con uno sguardo e sa. Lo sa bene.

Importante poi la richiesta, scherzatosamente intimata, di Muraro a Collavino e Rigotto, di poter organizzare la cena 2018 non in un bel ristorante come quella di ieri sera, ma al centro dello Stadio Friuli: esattamente come le star dell’altra sera. Non ho sentito dei “no”: qualora fosse così, dovrebbero ben motivare la loro decisione…

Unica differenza: il Gala si è tenuto alla Dacia Arena; la “nostra” cena dovrebbe essere organizzata allo Stadio Friuli. Questioni di lana caprina? Probabile, ma alle volte anche la semantica esige il proprio tributo.

Grazie a Daniele, Candido, Maurizio; a Bianca, Eros e tutti gli altri che dimentico. Perché la passione è di certo la nostra forza: nostra, ché la mostriamo ogni giorno nelle nostre azioni; nostra, ché gli slogan siano tramutati in realtà. E secondo me, il materiale per fare una grande squadra (al netto di qualche rinforzo necessario) c’è, ad iniziare dall’allenatore.

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