Sull’ Orlo Di Una Crisi Di Nervi

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Non so se tutti i soggetti interessati in questa vicenda abbiano fatto mente locale, ma ieri era venerdì 17 e sorridendo mi viene da pensare che forse sarebbe stato meglio per tutti aspettare almeno un giorno in più per dare sfogo ai propri pensieri. Il giorno dopo la partita di coppa Udinese-Paok, che ha visto impattare i bianconeri contro la difesa ellenica ed i tifosi friulani contro i chiassosi colleghi di Salonicco, è stato detto e scritto un po’ di tutto. Ha iniziato in mattinata l’Associazione Udinese Club che tramite il suo Presidente ha diramato un duro comunicato, ha proseguito il Paron dell’Udinese con un ancor più duro sfogo che abbiamo pubblicato anche noi. E’ stata poi la volta di Mauricio Isla che, rilasciando un’intervista a Repubblica confessa di gradire il trasferimento a Roma (“Se mi piacerebbe prendere il posto di Pizzarro in giallorosso? Magari, certo che mi piacerebbe”). A chiudere il cerchio di nuovo la società che, con un comunicato sul proprio sito, a seguito di una notizia battuta dall’ANSA, chiede un maggior controllo sui testi pubblicati.

Innanzitutto una premessa: dagli errori commessi in passato abbiamo imparato poco. Detto questo, leggere e sentir parlare con questi toni dell’ambiente e della tifoseria friulana e soprattutto di una squadra che ha il privilegio di occupare i primi posti del massimo campionato di serie A, in piena corsa per la qualificazione agli ottavi di Europa League, suona alquanto strano. Basta andarsi a leggere i commenti che queste dichiarazioni hanno generato; c’è di tutto, tra social networks, blog e siti sportivi, gli appassionati si sono scatenati con commenti di ogni genere che hanno ovviamente avuto il solo effetto di mettere altra benzina sul fuoco. Non mancano neanche i commenti sagacemente ironici (o ironicamente sagaci, come preferite), vere perle di umorismo che personalmente apprezzo molto e che forse sono anche quelli che producono gli effetti migliori.

Ma perchè questa voglia di esacerbare ancor di più gli animi? Lo spunto è stato lo spettacolo surreale creato dai caldissimi tifosi greci? Forse qualcuno non se lo aspettava ed è stato colto di sorpresa? Non credo, sarebbe stato troppo ingenuo. Vogliamo paragonarci al modo di vivere il calcio ed il tifo che esiste in Grecia? Vogliamo dirci che la nostra cultura sportiva è simile alla loro? Ci sono pro e contro nel modo di vivere il calcio ed il tifo che sta sempre più prendendo piede in Italia; sono le norme e gli interessi economici (e non parlo solo di diritti TV) a determinarlo; o ci sta sempre bene oppure no, ma dobbiamo essere chiari, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Il problema presenze negli stadi è sentito in tutto il bel paese, non solo a Udine, con buona pace dell’ex numero uno del Ministero degli Interni che continuava a snocciolare cifre positive pescate probabilmente nell’urna del lotto.

A Udine da tempo ci sono iniziative positive volte a coinvolgere le giovani generazioni; molto bene, anzi benissimo. Ma è un lavoro che darà i suoi frutti a medio e lungo termine, non si può pretendere che dall’oggi al domani cambino radicalmente le cose. E comunque non basta; è necessaria una comunità d’intenti tra società e tifosi (e anche qui non è facile, le norme imposte dalla Lega non favoriscono certo i rapporti delle società con i propri tifosi), ma qualcosa in più si può e si deve fare. E’ soprattutto necessaria una comunicazione positiva, propositiva e simpatica da parte di tutti, in fin dei conti stiamo parlando di sport e di passione. Non è certo accigliandosi che si contribuisce a portare più gente allo stadio, non è certo sentendo che i giocatori ambiscono ad altre piazze che si crea entusiasmo e coinvolgimento. Smorziamo i toni insomma, ridiamoci su come hanno scelto di fare i simpatici umoristi che hanno commentato i comunicati, ma soprattutto torniamo con i piedi per terra, anzi sul campo di calcio, e ricordiamoci che l’Udinese è lassù che lotta tra i primi posti della classifica.

Concludo con una piccola riflessione: che bello sarebbe, magari con i primi caldi, vedere il Paron seduto in mezzo ai tifosi in tribuna; sono sicuro che l’operazione simpatia prenderebbe presto il largo e forse qualche imperterrito mugugnatore cambierebbe atteggiamento, non pensate?

Gianlica Bertozzi

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